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Per alcuni è assai normale,
un’estate non mondiale.
Ma io son proprio costernato,
per il sogno frantumato.
E per ben la terza volta,
la preghiera non è accolta:
no ricordi emozionanti,
niente attese trepidanti,
ciao bandiere sventolanti.
E allora non ci resta,
con un’aria assai funesta,
che cibarsi di ricordi,
e tornare ai primordi.
Del Mundial ottantadue,
non ricordo alcunché:
di anni ne avevo tre.
Al Mondiale del Novanta,
con un gioco che ci incanta,
l’Argentina ci fermò
e il sogno si arrestò.
Il Mondiale era un gran divertimento,
ma anche un grosso patimento,
Roby Baggio quel rigore…
…fummo colti da un malore.
Me lo sogno anche ora
e il rimpianto mi divora.
Al Mondiale transalpino,
la traversa fu il destino.
Al Mondiale di Corea,
con Moreno un’odissea.
Eppoi nel duemilasei,
ci sposammo con Colei...
...conquistammo questa Dea,
vendicando la Corea.
Non si può dimenticar,
una voce da rockstar,
Bruno Pizzul il friulano,
col suo stile scespiriano.
Raccontava la partita
in maniera assai forbita,
con passione e con ardore
dei miei sogni era il cantore.
Ma quei tempi son passati,
oggi siamo abituati,
a mirar gli altri giocare,
e noi Azzurri a sbirciare,
l’altrui gioia da invidiare.